Giuseppe Patania

 

Giuseppe Patania nacque a Palermo il 18 gennaio del 1780 da Giacinto Patania e da Giuseppa D’Anna.

Il padre Giacinto era un confettiere e sarto che vantava la sua discendenza da un omonimo pittore del seicento di Acireale, la madre era cugina di Vito D’anna, un pittore palermitano raffinato interprete del rococò.

La sua famiglia, nonostante ciò, non appoggiò la sua vocazione alla carriera di artista pittore e i primi rudimenti sulla pittura vennero dati da un artista locale sconosciuto.

Solo più avanti, grazie all’intervento dell’architetto Salvatore Attinelli, amico di famiglia, entrò come apprendista nella bottega di Giuseppe Velasco.

Nel 1795 però ne uscì a causa di una lite con Velasco; da allora frequentò incostantemente delle lezioni presso l’Accademia del Nudo di Palermo, all’epoca diretta da Vincenzo Riolo, continuando però a formarsi studiando come autodidatta.

Le notizie sulla sua vita e sulla sua produzione artistica fino al 1803 sono molto frammentarie ed incerte. Nel 1803 dipinse il “Ritratto di Giovanni Meli” considerato il primo suo dipinto firmato e con attribuzione certa.

L’anno successivo, nel 1904 lavorà assieme a Stefano Cotardi agli interni della Ca n’Oliver per Llorenç Oliver a Maó, nell’isola di Minorca.

Nel 1805 rientrà in Italia, e precisamente a Napoli, dove dipinse la tela “Ritratto del principe di s. Antimo giovinetto nelle vesti di Apollo”.

Poco dopo rientrò a Palermo da cui, a causa di una malattia non ben identificata, non si all’ontanò pià fino alla sua morte.

Iniziò quindi una collaborazione con l’architetto Giuseppe Venanzio Marvuglia dipingendo una tela con San Calogero nella cappella della Real Casina di Caccia di Ficuzza e la decorazione di alcuni saloni di Palazzo Belmonte-Riso; di questi affreschi però non resta nulla in quando andarono distrutti durante i bombardamenti sulla città nel 1943.

Tra il 1807 e il 1815 si dedicà alla decorazione della Palazzina Cinese e del Palazzo dei Normanni. Notizio storiche però fanno ritenere che in queste opere il contributo di Giuseppe Patania sia stato solo parziale.

Di questo periodo, e fino al 1824, sono conosciuti anche:

  • l’Autoritratto, datato 1807 e attualmente conservato nella Galleria d’arte moderna di Palermo;
  • il Ritratto di Tommaso Gargallo datato 1812 e attualmente conservato nella Biblioteca arcivescovile alagoniana di Siracusa;
  • il Fanciullo con coniglio del 1814 e conservato nella Galleria regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis,
  • la Presentazione di Maria Vergine al tempio, databile di poco priececentemente al 1817 e custodito nella chiesa di S. Maria della Croce di Regalbuto (EN)
  • l’Allegoria della Redenzione, datato e firmato 1818, nella chiesa della Badia nuova di Palermo,
  • i dipinti la Trasfigurazione e S. Basilio custoditi nella chiesa del collegio di S. Basilio a Randazzo, in provincia di Catania,
  • il Ritratto del marchese Pietro Ugo delle Favare per la sala dei Viceré del Palazzo dei Normanni, datato 1824
  • il Martirio di s. Placido per la cattedrale di Nicosia, anch’esso dipinto nel 1824.

Nel 1828 gli venne riconosciuto il titolo di cavaliere dell’Ordine di Francesco I e, nel 1830, venne nominato membro della Commissione di antichità e belle arti della Sicilia.

Nel 1830 secondo alcuni, prima del 1828 secondo altri si dedicò all’affresco della volta della sala Gialla del Palazzo dei Normanni (Ruggero d’Altavilla e Roberto il Guiscardo che ricevono le chiavi della città di Palermo), un’opera tesa alla glorificazione del potere della dinastia dei Borbone sull’isola siciliana.

Nel 1832 sposò una donna vedova, Narda Bucalo il cui figlio, residente a Parigi si interessò per fargli commissionare la traduzione grafica di alcuni episodi di un’opera di Fénelon, >Les aventures de Télémaque. Patania effettuò alcune incisioni all’acquaforte, ma l’opera non venne poi pubblicata.

Dal 1821 al 1844 dipinse una serie di ritratti di personaggi siciliani illustri, attualmente custoditi nella biblioteca comunale di Palermo. In questo periodo furono numerose le opere, sia ritratti che pale d’altare.

Nel 1841 venne eletto membro onorario National Academy of Design di New York.

Morì a Palermo il 23 febbraio 1852; le sue spoglie mortali attualmente sono sepolte nella chiesa di San Domenico.