Aretusa ed Alfeo

 
Si racconta che tanto tempo fa la giovane ninfa Aretusa vivesse libera nei boschi della Grecia assieme ad altre ninfe e ad Artemide, dea della caccia.
Un giorno, mentre dava la caccia ad una cerbiatta attendendola dietro un imponente pioppo, si trovò isolata dalle altre ninfe.
Si trovava in quei luoghi anche Alfeo, un giovane pastore, che, ammaliato dalla bellezza della ninfa, cercò di avvicinarsi per parlarle.
Alfeo Insegue Aretusa

Alfeo Insegue Aretusa

Indifferente, Aretusa prima si allontanò, ma poi resasi conto che il giovane Alfeo non desisteva ebbe paura e si diede alla fuga; il giovane non rinunciò e prese ad inseguirla fino a quando la ninfa allo stremo delle forze si fermò.
A quel punto invocò l’aiuto di Artemide che immediatamente la trasformò in una limpida fonte che, attraverso canali sotterranei si diresse verso la Sicilia.
Raggiunta l’isola di Ortigia, armai lontana dal suo presunto persecutore e certa di essere al sicuro, sgorgò dalla superficie come fonte limpidissima e poi si riversò in mare.
IL giovane pastore Alfeo, disperato, alzò le braccia al cielo e chiese a sua volta l’aiuto di Zeus.
La sua preghiera non fu vana: impietositosi, Zeus lo trasformò in un fiume le cui acque riversandosi nel mare Jonio poterono raggiungere quelle della sua amata Aretusa abbracciandola per l’eternità.

Fonte: Francesco Purpura, “Miti e leggende di Siculi e Sicani”, Trinakria Editrice (2010)

Aretusa ed Alfeo; scultura di Biagio Poidimani all'interno della Fonte Aretusa a Siracusa

Aretusa ed Alfeo; scultura di Biagio Poidimani all’interno della Fonte Aretusa a Siracusa

Fonte Aretusa

Fonte Aretusa

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